Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha raggiunto New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con un volo che giovedì 24 settembre ha attraversato lo spazio aereo di Grecia, Italia e Francia e successivamente quello del Canada. Si tratta di quattro Stati parte della Corte penale internazionale (CPI), che nel novembre 2024 ha emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti. La rotta dell’aereo governativo Wing of Zion è stata ricostruita con i dati di Flightradar24. Secondo Reuters, Netanyahu è arrivato a New York intorno alle 9 del mattino, ora locale, ed era atteso in ripartenza nella stessa giornata dopo il discorso all’Assemblea.
La Francia ha difeso l’autorizzazione concessa al sorvolo. Il portavoce del ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha dichiarato ai giornalisti, come riporta Reuters, che il via libera era “in piena conformità con il diritto internazionale” e che lo Statuto di Roma non prevede obblighi riguardo al sorvolo del territorio da parte di un aeromobile di Stato con a bordo una persona colpita da mandato d’arresto. Nella stessa settimana il presidente statunitense Donald Trump aveva invitato i membri della CPI a lasciare quella che ha definito “un’istituzione fuori controllo”, mentre Parigi ha dichiarato di condannare le minacce contro la Corte.
Un portavoce della Farnesina non ha potuto chiarire subito se le autorità israeliane avessero chiesto l’autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo italiano. Sul fronte canadese, Myah Tomasi, portavoce della ministra degli Esteri Anita Anand, ha precisato che l’autorizzazione non deve essere interpretata come un sostegno alle politiche o alle azioni di alcun governo e che la richiesta era legata all’Assemblea generale, da lei definita un forum fondamentale per l’impegno diplomatico. Mercoledì Anand aveva detto di aver chiesto ai funzionari di verificare la rotta prevista, senza rispondere alle domande sull’eventuale qualificazione di Netanyahu come criminale di guerra, secondo quanto riferisce Middle East Eye. Il primo ministro canadese Mark Carney aveva dichiarato nell’ottobre 2025 che Netanyahu sarebbe stato arrestato se fosse entrato nel Paese.
Il quadro giuridico
Lo Statuto di Roma impone agli Stati parte un obbligo di cooperazione con la Corte, che comprende l’arresto e la consegna delle persone ricercate che si trovano sul loro territorio. Il testo non disciplina però in modo esplicito il caso di un aeromobile che attraversa lo spazio aereo senza atterrare. Il relatore speciale delle Nazioni Unite Ben Saul, intervenuto in passato su Middle East Eye, ha osservato che la materia è regolata dal diritto internazionale generale, in base al quale lo spazio aereo sovrastante il territorio terrestre fa parte del territorio sovrano dello Stato. Canada, Francia, Italia e Grecia sono parti della Convenzione sull’aviazione civile internazionale, che riconosce questa sovranità.
Saul ha richiamato inoltre la Convenzione di Tokyo del 1963, che in linea generale vieta a uno Stato di interferire con un aeromobile in volo per esercitare la propria giurisdizione penale, ma prevede eccezioni quando l’intervento è necessario per rispettare un obbligo derivante da un accordo multilaterale. A suo giudizio lo Statuto di Roma rientrerebbe tra questi accordi e consentirebbe quindi a uno Stato di imporre l’atterraggio di un aeromobile sorvolante per arrestare una persona a bordo. Altri esperti sostengono che, indipendentemente dall’obbligo di far atterrare l’aereo, gli Stati possano comunque negare l’autorizzazione all’ingresso nello spazio aereo.
Il mandato d’arresto è stato emesso il 21 novembre 2024 nei confronti di Netanyahu e dell’allora ministro della Difesa Yoav Gallant, per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi a Gaza, tra cui l’uso della fame come metodo di guerra. Israele non è parte dello Statuto di Roma, contesta la giurisdizione della Corte e respinge le accuse.
I precedenti
Nel settembre 2025, in occasione della precedente Assemblea generale, l’aereo di Netanyahu aveva seguito una rotta insolita attraverso lo Stretto di Gibilterra, evitando lo spazio aereo francese. Da allora ha sorvolato Grecia, Italia e Francia in più occasioni, tra cui il 28 dicembre 2025, il 10 febbraio e il 27 luglio 2026, come ricostruito da L’Indipendente e L’Espresso.
L’unico caso in cui Netanyahu ha soggiornato sul territorio di uno Stato parte dall’emissione del mandato è la visita in Ungheria dal 3 al 6 aprile 2025. Il 24 luglio 2025 i giudici della CPI hanno accertato che Budapest non aveva rispettato l’obbligo di cooperazione e hanno deferito la questione all’Assemblea degli Stati parte. L’Ungheria aveva notificato il ritiro dallo Statuto il 2 giugno 2025, ma il 27 maggio 2026 il Parlamento, con il governo guidato da Péter Magyar, ha votato con 133 voti favorevoli, 37 contrari e 5 astenuti l’abrogazione della legge sull’uscita, poco prima della data di efficacia.
Sulla posizione dei governi, nel novembre 2024 il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani aveva affermato che Roma nutriva dubbi sulla legittimità dei mandati e che serviva chiarezza sull’immunità degli alti funzionari statali, definendo l’arresto di Netanyahu non praticabile finché resta premier. Parigi aveva sostenuto già allora che Netanyahu godesse dell’immunità riconosciuta agli Stati non parti della Corte. Amnesty International ha accusato la Francia di applicare un doppio standard, osservando che il presidente Emmanuel Macron aveva parlato di rispetto del diritto internazionale all’Assemblea generale mentre Parigi consentiva il sorvolo.

